Il condono edilizio

Cerchiamo di fare chiarezza

Il Condono Edilizio

Cos’è il Condono Edilizio?

Il condono edilizio è un procedimento amministrativo finalizzato alla regolarizzazione di opere  eseguite in contrasto alla normativa edilizia vigente.

Il Governo che vara il condono edilizio ne definisce i limiti di azione, stabilendo le tipologie di abusi edilizi sanabili e i meccanismi di calcolo delle somme di denaro da corrispondere in relazione all’illecito edilizio compiuto.

Quando posso richiedere il Condono Edilizio?

La richiesta di accesso ad un condono edilizio si può effettuare entro i termini di scadenza definiti nelle leggi emanate ad hoc per i condoni edilizi varati dal Governo.

In  Italia sono stati varati tre condoni edilizi:

  1. Condono del 1985 (Normativa di riferimento: Legge 28 febbraio 1985, n. 47)
  2. Condono del 1995 (Normativa di riferimento: Legge 23 dicembre 1994, n. 724 art.39)
  3. Condono del 2003 (Normativa di riferimento: Legge 24 novembre 2003, n. 326)

Ad oggi non è più possibile condonare opere eseguite in abuso, in quanto non si può più accedere a questa forma di sanatoria.

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Rettificare condono? (nota addamo)

Quali documenti sono indispensabili per richiedere il Condono Edilizio?

Per ogni condono edilizio il Legislatore ha definito rigorosamente la documentazione necessaria da allegare per una formulazione corretta della domanda di accesso al condono.

Per il condono del 1985 la documentazione da allegare (specificata nell’art. 35 comma 3 della Legge 28 febbraio 1985, n. 47) comprendeva:

  1. una descrizione delle opere per le quali si chiede la concessione o l’autorizzazione in sanatoria;
  2. una apposita dichiarazione, corredata di documentazione fotografica, dalla quale risulti lo stato dei lavori relativi; quando l’opera abusiva supera i 450 metri cubi, devono altresì essere presentati, entro il termine stabilito per il versamento della seconda rata della oblazione, una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere e una certificazione redatta da un tecnico abilitato all’esercizio della professione attestante l’idoneità statica delle opere eseguite. Qualora l’opera per la quale viene presentata istanza di sanatoria sia stata in precedenza collaudata, tale certificazione non è necessaria se non è oggetto di richiesta motivata da parte del sindaco;
  3. un certificato di residenza, di data non anteriore a tre mesi nell’ipotesi di cui al terzo comma dell’articolo 34, nonché copia della dichiarazione dei redditi nell’ipotesi di cui al primo e al secondo comma dell’articolo 36;
  4. un certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di data non anteriore a tre mesi, da cui risulti che la sede dell’impresa è situata nei locali per i quali si chiede la concessione in sanatoria, nelle ipotesi previste dal quinto comma dell’articolo 34;

Per il condono del 1995 la documentazione da allegare sopra elencata poteva essere ridotta alla sola dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà  restando fermo l’obbligo di allegazione della documentazione fotografica e, ove prescritto, quello di presentazione della perizia giurata, della certificazione di cui alla lettera b) del predetto terzo comma, nonché del progetto di adeguamento statico nei casi definiti dalla normativa. (v. comma 4 art. 39 della Legge 23 dicembre 1994, n. 724)

Per il condono del 2003 la richiesta doveva essere corredata dalla seguente documentazione:

  1. dichiarazione del richiedente resa ai sensi dell’articolo 47, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con allegata documentazione fotografica, dalla quale risulti la descrizione delle opere per le quali si chiede il titolo abilitativo edilizio in sanatoria e lo stato dei lavori relativo;
  2. qualora l’opera abusiva supera i 450 metri cubi, da una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere e una certificazione redatta da un tecnico abilitato all’esercizio della professione attestante l’idoneità statica delle opere eseguite;
  3. ulteriore documentazione eventualmente prescritta con norma regionale.

(v. art. 32 comma 35 della Legge 24 novembre 2003, n. 326)

E’ sempre possibile richiedere il Condono Edilizio o esistono limitazioni ?

Si può richiedere il condono edilizio per le opere eseguite esclusivamente per le tipologie di abuso definite nelle normative di riferimento.

La richiesta di accesso al condono si può effettuare entro la data di scadenza definita nelle normative di riferimento.

Per il condono varato nel 1985 sotto il Governo Craxi I, era possibile sanare abusi edilizi compiuti entro il 1 ottobre 1983 e la domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria doveva essere presentata al comune interessato entro il termine perentorio del 30 novembre 1985.

Per il condono varato nel 1995 sotto il Governo Dini, era possibile sanare abusi edilizi compiuti entro il 31 dicembre 1993 e la domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria doveva essere presentata al comune competente, entro sessanta giorni a partire dal 1 gennaio 1995 (data di entrata in vigore della Legge 23 dicembre 1994, n. 724)

Per il condono varato nel 2003 sotto il Governo Berlusconi II, era possibile sanare abusi edilizi compiuti entro il 31 marzo 2003 e la domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria doveva essere presentata al comune interessato entro il termine ultimo del 31 marzo 2004.

Quali sono orientativamente i tempi ed i costi per il Condono Edilizio?

I tempi associati ad un iter finalizzato al rilascio della concessione in sanatoria variano da comune a comune. Chiaramente i tempi risultano proporzionali alla grandezza del Comune e in ogni caso dipendono dalla capacità dello stesso di gestire tutte le richieste pervenute. Basti pensare ad esempio, che in comuni grandi come quello di Roma è stato necessario istituire un apposito ufficio per la gestione delle pratiche di condono (Ufficio Condono Edilizio).

I costi per sanare un illecito edilizio in una pratica di condono sono da riferire agli oneri concessori, alle oblazioni, ai diritti di segreteria e di istruttoria. Gli importi sono relativi all’entità e tipologia dell’abuso compiuto, secondo tabelle di definizione degli stessi, come prescritto nella specifica normativa di riferimento per ogni condono.

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